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IL PIANOFORTE, LA STORIA, I COMPOSITORI DEL PASSATO, GLI INTERPRETI STORICI, LA SCENA CONTEMPORANEA

 

 

"E' il solo altro pianista"
Non è possibile indugiare sullo spessore artistico del pianista Sergio Fiorentino, nonostante sia totalmente assente, ma bisognerebbe dire ignorato, da molti strumenti italiani di pubblica consultazione. Reticenza culturale? Eppure, alcuni tra i più autorevoli interpreti della tradizione colta espressero per lui pareri inequivocabili. Arturo Benedetti Michelangeli confessò ad Alberto Neumann (allievo e amico): "è il solo altro pianista"; Vladimir Horowitz, durante una conversazione con il pianista Rodolfo Caporali disse: "Ho ascoltato recentemente un pianista alla radio che mi ha impressionato molto: Sergio Fiorentino, lei lo conosce?".
Nato a Napoli il 22 dicembre 1927, fu sicuramente uno dei più grandi maestri della scuola napoletana, dotato di un privilegiato spessore espressivo ben supportato da una tecnica infallibile, abituato al palcoscenico come lo dimostrano i numerosi concerti, soprattutto all'estero, ma anche un importante didatta.
Dopo un inizio di carriera folgorante che lo portò in diversi stati europei ed in America, insegnò al Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli continuando ad esibirsi in Italia e ad incidere per piccole etichette discografiche, fino al ritorno nei grandi circuiti internazionali pochi anni prima della morte, avvenuta nel 1998.
Probabilmente, se fosse vissuto in un paese musicalmente più civile avrebbe goduto non solo della fama postuma ormai riconosciuta a livello internazionale, ma anche degli onori riservati ad altri maestri della tastiera. Concertista alla maniera di Rubinstein, di Horowitz, un musicista genio ex enfant prodige, acclamato ed amato dal pubblico, concedeva sempre numerosi bis regalando momenti di poesia davvero ineguagliabili.

IL PIANOFORTE, LA STORIA, I COMPOSITORI DEL PASSATO, GLI INTERPRETI STORICI, LA SCENA CONTEMPORANEA